DAY 5

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Ci rimane solo l’ultima mattinata in Uganda e abbiamo in programma la visita all’ospedale Corsu di Entebbe dove operano i nostri medici. La struttura è quella di un tipico ospedale africano, disposta su un solo piano con corridoi all’aperto che collegano i reparti, però questo è uno dei pochissimi specializzato per bambini. Prima di entrare in sala operatoria, i pazienti e le mamme con famiglie intere a volte aspettano fuori seduti per terra, portandosi qualcosa da fare. IMG_1667
L’impatto è forte, le persone e i problemi sono tanti ma è impressionante come il professor Lanzetta, che deve ultimare i medicamenti ai bambini, riesca a coinvolgerci e a spiegarci cosa è riuscito a fare in questi pochi giorni. Le loro prospettive sarebbero state ben diverse se non fosse arrivata l’equipe di Gicam. La realtà che ci si presenta davanti è dura, difficile e finché non la si vede con i propri occhi non ci si può rendere conto. Bambini con malformazioni, mani torte e gravi problemi agli arti superiori, ma è soprattuto la storia di Vivian che ha colpito tutti. Vivian è un ragazzino di 13 anni e gli si era formato un tumore benigno sulla spalla, una vera e propria massa del peso di 2,2 kg circa, che stava per lacerargli la pelle. L’operazione era delicata, lunga, e i medici ieri hanno vissuto anche momenti di sconforto quando hanno pensato che forse non avrebbe potuto muovere le dita della mano. Una volta sveglio, quando gli è stato chiesto se gli piacesse un gioco, Vivian ha risposto alzando il pollice e al solo sentirlo raccontare a me e alle altre ragazze sono venute lacrime di gioia. Tutto è andato ancor meglio del previsto e senza nessuna complicazione. Conoscere Vivian e vedere il suo sorriso così lieve è stata una delle cose più belle di questo viaggio.

Il dottor Lanzetta fa autografare a Vivian un libro con una storia davvero unica legata ai concetti di “compassion” e “forgiveness”, al Dalai Lama e ad altre persone molto speciali per lui. Ci racconta le loro storie e ci trasmette una forza incredibile. Ho deciso di non riportarle in questo diario prima di tutto perché credo sia un regalo che il Professore ci abbia voluto fare in quel momento e poi perché non sarei in grado di ricreare le sensazioni che ci hanno lasciato. Le condividerò ovviamente, ma soprattutto le custodirò nel mio cuore per sempre, così come i volti, i sorrisi, gli occhi di questo popolo favoloso che  mi ha fatto vivere una delle più grandi esperienze che si possano fare al mondo.

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Il professor Lanzetta 

 

Si torna quindi al punto in cui questa avventura è iniziata, ovvero noi con i nostri pensieri, però questa volta sappiamo esattamente dove dirigerli. Per un po’ di tempo le domande che ci porremo saranno quelle giuste, l’affetto che abbiamo sentito migliorerà le nostre giornate e i sentimenti più veri non lasceranno spazio a tutte le cose inutili. Per un po’ di tempo… fino a che il “mal d’Africa” non sarà insostenibile e allora dovremmo fare ritorno.

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Ringrazio la Lega Pallavolo Serie A femminile, l’associazione “Gicam” e il Professor Lanzetta per questa esperienza. Un ringraziamento speciale a SOS Children’s Village dove ho lasciato un pezzo di cuore e alla società di pallavolo di Kampala per l’accoglienza e il buon lavoro fatto. Grazie all’equipe medica per i momenti insieme, ai driver, a Claire e Paul junior per l’ospitalità. Infine un GRAZIE immenso ai miei compagni di viaggio Tereza Matuszkova, Elisa Cella, Maurizio Latelli, Alessandro Spigno e… fluffy 😉

We will miss you ❤

Alla prossima

Fabiola Facchinetti

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